Rapporti in condominio: l’interazione sociale

Quando due individui si incrociano per strada, si scambiano una breve occhiata, esaminandosi rapidamente a vicenda il volto e il modo di vestire: nel momento in cui si passano accanto, distolgono lo sguardo, evitando gli occhi dell’altro.
Questo accade milioni di volte al giorno, dappertutto.
Erving Goffman ha chiamato questa reazione disattenzione civile, cioè quello che ognuno di noi si aspetta dall’altro, quando non lo conosciamo, non sappiamo chi sia, ma ci dimostriamo consapevoli della sua esistenza e viceversa.
Anche se apparentemente insignificanti, le forme di interazione sociale come incrociare qualcuno per strada o scambiare due parole assumono un interesse straordinario per due motivi:
1. Le routine quotidiane rappresentano la gran parte della nostra attività sociale;
2. Le interazioni sociali nella vita quotidiana servono per capire taluni aspetti dei sistemi e delle
istituzioni: l’esempio citato sulla disattenzione civile, di per sé banale, è in realtà un indicatore
della vita nelle grandi città, dove si moltiplicano i contatti fuggevoli ed impersonali e dove
manca la socialità.

Fonte: Giuseppe Rigotti

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